su quali modelli investire di secondo polso?

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Le quotazioni dei Panerai usati variano molto in base all’ anno di produzione, ma non solo. Tante le referenze prodotte dalla marca e ancora più numerosi i criteri adottati dai collezionisti per definire il valore dei modelli di orologi vintage.

Orologi panerai usati: partiamo dal principio

su quali modelli investire di secondo polso?

Al fine di fare la giusta scelta, ritengo sia fondamentale conoscere brevemente la storia di questo brand in modo da capire l’importanza della referenza che si ha davanti.

Tutto ha inizio alla metà del 1800 a Firenze, quando Giovanni Panerai aprì un piccolo negozio di orologeria sul Ponte alle Grazie.

Siamo dunque all’incirca nel 1850 e quello di Panerai è il primo negozio di orologi nel capoluogo toscano. Sarà lui a contattare le manifatture svizzere più importanti, tra le quali la Rolex, e a gettare le basi per la crescita dell’azienda, che avrà nel periodo tra le due guerre mondiali un nuovo impulso grazie alle forniture militari alla Marina di bussole, sistemi di puntamento e illuminazione ed elettrosegnalatori.

Il primo orologio Panerai venne testato con ottimi risultati dalla Marina nel 1936: si trattava del Radiomir, un modello fornito agli incursori, con cassa di 47 mm ad anse fisse, corona a vite, movimento Rolex e cinturino in cuoio adatto per essere allacciato anche sulla muta subacquea. Questo orologio venne in seguito affiancato dal Luminor e, solo come prototipo, dal cronografo Mare Nostrum.

La produzione di questi modelli continuò anche nel secondo dopoguerra solo per il personale militare ed è per questo che sono diventati i più ricercati dai collezionisti. È infatti soltanto dagli anni ’90 che vennero venduti anche ai civili e, in particolare, il rilancio della Panerai si deve al Gruppo Vendôme che acquisì l’azienda nel 1997 ampliando la gamma dei modelli.

Panerai Luminor Ref. 5218-201/A Pre Vendome

Per la produzione pre-Vendôme i tre modelli più ricercati sono il 5218-201A , il 5218-301A Mare Nostrum ed il 5218-203A Luminor Marina.

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Dopo l’acquisizione da parte di quello che è oggi il Gruppo Richemont, possiamo dividere i modelli in due grandi categorie: automatici e manuali.

Dei primi nel ’98 facevano parte i Luminor Submersible, PAM 24, il PAM 23 GMT ed il PAM 27 Power Reserve, tutti seriale A (quadrante trizio, 44 mm di cassa, fondello chiuso e ponte proteggi corona, storico brevetto Panerai); gli automatici si declinarono poi nel Luminor Submersible, PAM 64 1.000 metri.

Panerai Luminor Marina Pam 001 Pre A

Panerai Luminor Marina Pam 001 Pre A

Per quanto riguarda i manuali dopo il ’98, il PAM 1 con secondi e il PAM 2 senza, con i quadranti trizio, sono molto ricercati e sono gli eredi del mitico logo pre-Vendôme.

Nel 2002 un’altra Special Edition, il PAM 127 Luminor 1950, 1.950 pezzi, cassa di 47 mm fondello aperto, replica del Luminor storico fornito fino agli anni ‘60 agli incursori della Marina, è ambitissimo dai collezionisti, insieme al PAM 203 del 2005 con movimento 8 giorni.

Pnarei-Rolex 618 PAM 21

Panarei-Rolex 618 PAM 21

Un posto di rilievo nel mondo Panerai poi se lo ritaglia il Radiomir, cassa senza ponte proteggi corona: i più ricercati sono sicuramente il primo 116 dell’era Vendôme, il Pam 21 (replica del Radiomir del 1938) realizzato in soli 60 pezzi con movimento Rolex meccanico ed il successivo Radiomir 1938 PAM 232 cassa di 47 mm movimento meccanico fondello chiuso.

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Per quanto riguarda le quotazioni, i modelli degli anni ’40 sono ormai introvabili.

Quei pochi che girano su internet vengono proposti a cifre molto variabili ma non è facile controllare l’assoluta originalità degli esemplari. Nell’asta di Phillips del 29 novembre 2020, tre modelli storici sono stati aggiudicati a oltre 140.000 euro.

Panerai di secondo polso alle aste

Per quelli più recenti, invece, dalle aste internazionali è possibile avere delle indicazioni precise. All’asta di Phillips di Hong Kong del giugno 2020, un Panerai Radiomir PAM00495 del 2017, edizione limitata in platino dual time con riserva di carica di 10 giorni, è stato battuto a circa 17.500 euro, mentre un Panerai Luminor Ref. 5218- 201/A del 1993 in acciaio (uguale a quello di Sylvester Stallone), è andato a 10.200 euro.

Nell’appuntamento di novembre 2019 sempre a Hong Kong, dove c’era molta richiesta di esemplari di questo brand, un Luminor 1950 PAM00372 del 2018, è stato aggiudicato a 4.100 euro; quotazione decisamente più alta per il Panerai Radiomir Tourbillon PAM00636 in oro rosa del 2016, battuto nella stessa asta a 76.200 euro.

Per quanto riguarda i modelli degli ultimi anni, fra i più richiesti dagli appassionati il Luminor 5218- 201A si trova in vendita dai 17.000 ai 24.000 euro; il Mare Nostrum 5218-301A sui 15.000; il Luminor Marina 5218-203A ha quotazioni variabili, a seconda delle condizioni, dai 25.000 ai 40.000 euro.

Orologi Panerai Usati

Un Luminor Marina con logo, Ref. PAM00005, ha quotazioni tra 4.000 e 5.000 euro.

Il modello denominato PAM 127 va dai 12.000 ai 18.000, mentre il PAM 26 varia fra 10.000 e 12.000 euro, il PAM 24 tra 4.500 e 5.500 euro, il PAM 005 fra 4.000 e 4.500euro.

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